Friday, September 26, 2008

Autostima

Accosto
un
tornello
ossessionato
sabbioso
tumido
incontinente
mentre
assoldo

Acconcio

Zorro
era
reo
oscuro

oppure

attardato

Mentre
irto
levigava
levava
esfoliazioni

Posted by Attraverso at 09:36:50 | Permalink | Comments (1) »

Tuesday, October 16, 2007

La poesia poverina

La poesia poverina
striscia assai a testa china
si dibatte e anche scalcia
tra le righe quando spancia
dentro a un fiume di risate
sopra a un letto di colate
poi nel mentre ci assopiamo
e un pensiero l’ afferiamo
la poesia ci entra dentro
e ci scuote via il tormento
ci sconquassa la gran cassa
che la banda che ti passa
per la testa o dentro al cuore
che fa rima con fetore
ma persino con latore
qui davvero mo mi incarto
ma ne esco come un sarto
ricucendo qua lo strappo
e cogliendoti un po’ guappo.
Posted by Attraverso at 18:40:41 | Permalink | Comments (29)

Poesia Poverina

La poesia poverina
striscia assai a testa china
si dibatte e anche scalcia
tra le righe quando spancia
dentro a un fiume di risate
sopra a un letto di colate
poi nel mentre ci assopiamo
e un pensiero l’ afferiamo
la poesia ci entra dentro
e ci scuote via il tormento
ci sconquassa la gran cassa
che la banda che ti passa
per la testa o dentro al cuore
che fa rima con fetore
ma persino con latore
qui davvero mo mi incarto
ma ne esco come un sarto
ricucendo qua lo strappo
e cogliendoti un po’ guappo.
Posted by Attraverso at 18:39:40 | Permalink | No Comments »

Monday, August 20, 2007

Poesia

“C’è più poesia in una mia scoreggia che in tutto il tuo zibaldone” disse il poeta alla poetessa la quale lo guardò con infinita dolcezza e gli disse, “Tu stasera vai a mangiare da tua madre e a dormire dove ti pare tranne che qui”, chiudendo il suo quaderno zeppo, zeppo di parole e buttandolo nel secchio dell’immondezza.
Poesia, poesia,
deh, proteggimi ovunque io sia
poesia, poesia.
I poeti sono litri di vino bevuti per noia
per scriver parole davanti al mattino
mentre sognano bambine nude
che uscendo da scuola
li prendon per mano e gli dànno la viola. (Roberto Vecchioni)
Già che diavolo è la poesia?
21.30 quando la sgrido e vuole attirare la mia attenzione piange fino a vomitare e io vedo più poesia in quel suo essere vera, in quel suo lottare per affermare il suo essere contro il mio volerla plasmare, che in tutti i versi fin qui letti perché la poesia, credo, abbia a che fare più con la sensibilità alla sopravvivenza che con lo studio della parola.
Quella cosa che Alsoit chiamerebbe “I sensi di ragno” ma che io , meno prosaicamente, chiamo “I sensi di lombrico”.
Quella cosa cosa che non è la folta chioma che si rimira nel laghetto ma le due braccia che la tirano giù e la costringono a lottare per vivere, affermarsi, urlare: “SONO IO CHE VIVO, NON SIETE VOI CHE MI FATE VIVERE”.
Perché poeti si è e non si diventa, essere poeti ha a che fare con il non accettare mai pedissequamente l’altrui verità ma cercare la propria e buttarla via e ricercarla ancora e raccontarla agli altri perché è questo lo scopo finale del poeta, la sua missione. Raccontare agli altri.
E si è più poeti sul cesso di casa a buttar giù versi che seduti in poltrona sorseggiando Brunello perché la poesia è la vita, quella vera, quella che puzza, quella che lotta, quella che cresce, sperimenta ma per migliorare e non per pippare senza scopo, perché se di pippe si tratta che almeno siano pippe che ci diano piacere e non malessere, che almeno ci sollazzino.
Nuotare con le ali e volare con le pinne.
Cantare con le orecchie ed ascoltare anche con il naso a bocca aperta perché quando il poeta parla, quello vero, quello che ci racconta, ci dice, ci sussurra, è odore, l’odore della vita, l’odore della puzza dei piedi che hanno cammminato, l’odore dell’essere vivi noi e non solo gli altri.


Soffritto di cipolle.

Posted by Attraverso at 09:16:50 | Permalink | Comments (2)

Friday, July 28, 2006

MOGGIOPOLI

Da un commento su elucubrando 

Va bene però mi sorge un piccolo dubbio.
Piccola premessa: Allora negli ultimi quindici anni il calcio è stato in mano a Juve, Milan e Capitalia. Lo scudetto veniva deciso a tavolino a seconda degli interessi del momento, vedi gli scudetti a Roma,Lazio e Juve l’anno in cui sono entrate in borsa o gli scudetti nei centenari e gli altri divisi quasi equamente tra Juve e Milan, perché loro sono più bravi a fare le squadre e a scegliere gli allenatori e a creare il gruppo etc etc etc.
Per cui se non era una cupola era però chiaro chi è che comandasse adesso è stato fatto un colpo di stato. Quei cattivissimi dell’inter sbattono la Juve in serie B (e che ce ne aveva fatte poche), mandano un avvertimento a Milan, Lazio e Fiorentina di non rompere troppo i coglioni perché sennò ce n’è anche per loro e graziano la Roma perché tutto sommato gli sta simpatica Rossella Sensi. Fanno fuori la Gea e tutto quello che significava.
A questo punto il dubbio è, nei prossimi dieci anni lo scudetto lo vincerà solo l’Inter (da quello che dite parrebbe, per cui è stato semplicemente sostituito un sistema con uno ancora peggiore) oppure si ricomincerà a giocare veramente a calcio dove vincerà il più bravo chiunque esso sia?

Posted by Attraverso at 13:05:24 | Permalink | Comments (4)

Wednesday, February 22, 2006

Postato su sergio.bloggerbash.com

Non frainterdemi Sergio, non sto minimizzando il resto e non lo voglio assolutamente fare. E’ osceno ed aberrante che un uomo uccida un altro uomo ma ciò avviene e quando ci si pone di fronte al perchè di un fatto di sangue si tende a trovare delle spiegazioni.
Be’ nell’olocausto queste spiegazioni sono introvabili, cioè non c’è nessun motivo se non quello di un’esplosione di odio atavico di cui Hiler (e ho parlato volontariamente di Hitler e non di Nazismo) si è fatto catalizzatore. Ma anche in quel momento sfugge il perché, il razionale è come se di punto in bianco ci fossimo trovati di fronte non più all’uomo contro uomo ma all’uomo contro la bestia. Cioè ad una lettura attenta lo scopo finale di Hitler non era quello di vincere la guerra e imporre il suo dominio ma sterminare gli ebrei, il suo unico scopo era sterminare gli ebrei  arrivando a sacrificare tutto (tedeschi compresi) per questo unico scopo. Uccidere 6/8 milioni di persone in poco meno di due anni è un’impresa inimmaginabile, più di uno studioso è arrivato ad pensare che se Hitler non avesse usato un numero elevatissimo di risorse nello sterminio degli ebrei probabilmente avrebbe anche vinto la guerra o comunque il compito degli alleati sarebbe stato estremamente più arduo.
Ed è questa la peculiarità dell’olocausto che lo rende più mostruoso di quanto già non sia. Non era un mezzo per ma era il fine.
Cioè io ti ammazzo per fregarti i soldi o per rubarti la moglie o per prendermi la tua casa ed i tuoi averi o perchè mi hai pestato un piede contapposto ad un io ti ammazzo perchè sei ebreo e questo è il mio unico scopo e per ucciderti sacrifico ogni altra cosa.<br>
Be permettimi il primo succede da quando l’umanità esiste, il secondo si è visto solo nell’olocausto, fino ad ora e ho tanta paura di quello che sta succedendo adesso nel mondo.
Dici che non è più grave il secondo del primo? Rifletti il primo è la natura, per quanto aberrante, dell’uomo animale, il secondo è il male fine a se stesso, il male per il male, il male con l’orchestra da camera che suonava mentre si andava verso la camera a gas, il male, come diceva Primo Levi, dove… “non c’è perché?”.

Posted by Attraverso at 20:02:37 | Permalink | Comments (1) »

Tuesday, December 27, 2005

Postato su elucubrando

Ma il Natale è di sinistra o di destra?

Cioè in fin dei conti nasce un dio, che, come concetto è alquanto di destra, insomma siamo nella sfera dei supereroi; però ci dice che siamo tutti uguali, che come concetto parrebbe essere alquanto di sinistra: tra i primi a visitarlo ci sono dei pastori, ovviamente siamo ancora a sinistra, anche se i pastori sardi… ma dopo un po’ arrivano tre re e anche lui è re per cui ricadiamo nella destra (o per lo meno così come si vocifera nel l’imaginario collettivo). I tre re portano tre doni, già il fatto che siano tre dovrebbe dirci qualcosa su destra e sinistra ma andiamo oltre. Oro, ovviamente di destra; Incenso ovviamente di sinistra e quando ci si fa le canne si è di sinistra, dicono; Mirra, che essendo un unguento (pare, dicono, si mormora) potrebbe essere comune ad entrambi gli schieramente ma comunque è roba da ricchi per cui dovremmo essere a destra perchè a sinistra sono tutti poveri, tranne Moratti ovviamente e De benedetti e quelli che possiedono le barche a vela ma sono pochi e non contano.
Il babbo fa il falegname, mestiere decisamente di sinistra ma non è il vero padre, si vocifera di inseminazione eterologa e qui santiddio siamo a destra, anzi all’estrema destra quella che si dice poi vada a sfociare nell’estrema sinistra nella celeberrima visione circolare degli estremi equidistanti e di conseguenza essi stesso centro per cui… vuoi vedere che il Natale è Democristiano?

Posted by Attraverso at 13:11:44 | Permalink | Comments (3)

Friday, October 14, 2005

A mio modestissimo parere le polemiche sorgono quando i cattolici (intesi come le alte cariche di quel partito/stato/conferenza/etc.etc.) parlano (ehehheheh). Ma scherzi a parte mi è piaciuto moltissimo questo post e mi aperto orizzonti da esplorare a cui non avevo ancora pensato e riflettuto. Orizzonti in cui “Se dio avesse voluto che volassimo ci avrebbe fatto un paio di ali” per dirla superficialmente ma approfondendo… quasi quasi sembra la stessa cosa.
Forse, magari, bisognerebbe cominciare ad intenderci non tanto sulla definizione di diritto naturale ma su quali sono questi benedetti diritti naturali altrimenti è tutta aria fritta.
Sul fatto poi che si possa essere cattolico e liberale dovrebbe valere quella cosuccia scritta nel vangelo e che dovrebbe citare all’incirca “Dai a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” in cui, sempre a mio modestissimo e ignorantissimo parere si esprime quello che di fondo dovrebbe essere una netta separazione tra il di qua e il di la e, di conseguenza, non vedo nulla che osti ad un liberale di essere cattolico perchè se non amo me stesso come diavolo potrò mai amare il prossimo con tutto quello che ne consegue.
Vedo, però, un po’ più difficile il contrario, cioè per un cattolico essere liberale (e bada bene ho usato il termine cattolico e non credente) perchè siccome le parole non sono simboli arbitrari ma dovrebbero esssere un tentativo di esplicare concetti tra persone se mi si dice che “Io non è che mi riconosco, io appartengo alla Chiesa cattolica” esteso “tu non è che ti riconosci, tu appartieni alla Chiesa cattolica” e che se a sua volta questa comunione di persone ha un unico capo terreno a cui devo obbedienza cieca e assoluta si presuppone che (a prescindere da qualsivoglia speculazione) l’essere cattolico abbia in se un qualcosa di altamente illiberale (ma la mia è ignoranza vastissima e i miei sono ragionamenti non supportati da studi profondi ma solo da l’esperienza quotidiana di volo a vista).
Certo tenessi ben distinte le questioni della fede dalle questione della politica, laddove per politica debbasi intendere la gestione della cosa pubblica e quell’insieme di regole che impediscano di scannarci a vicenda con i relativi controlli e le eventuali repressioni, nulla mi osterebbe di essere cattolico e liberale ma dato che che ahimè non è così e questa netta distinzione non c’è e l’evidenza dei fatti mi dice che non si vuole che ci sia, mi pare un po’ difficile che un liberale debba obbedienza cieca e assoluta a chi gli dice o “con” o “contro”. Non ti pare?
Posted by Attraverso at 10:46:26 | Permalink | Comments (4)

Tuesday, September 13, 2005

Parole (5)

Ogni notte lo stesso sogno, ogni giorno lo stesso cammino senza una meta precisa, con il solo scopo di passare il tempo pensava Madio, con uno scopo forse piu preciso ma comunque inutile, trovare la Stella del Sud.

La nave, dopo lo sciagurato rientro dall’iperspazio, atterrò normalmente nel modernissimo astroporto di Bakestan 3 senza nessuna particolare difficoltà. A bordo si dovevano trovare almeno duemila persone, in realtà furono trovati solo il comandate Amed ed il suo fido luogotenente Madio, entrambi ubriachi, entrambi completamente ignari dell’accaduto, di 1998 persone non si seppe mai più nulla e nulla riuscirono  a spiegare i due sciagurati. C’era stata una festa sulla nave, per festeggiare la grande vittoria e la fine della guerra. I due grandi guerrieri si erano lasciati andare insieme a tutto l’equipaggio, tanto la nave era in grado di rientrare in maniera completamente automatica, forse bevvero qualche bicchiere di troppo, ma comunque 1998 persone scomparvero e la nave sbucò nel sistema di Bakestan dove non avrebbe dovuto mai.

Dodici giorni dopo l’atterraggio scomparve nel nulla anche l’astronave. Si disse che era stata portata via nella notte per ordine del governo galattico, il governo galattico diede colpa alla polizia locale, la quale a sua volta non trovò niente di meglio che accusare apertamente la polizia galattica e l’esercito, che a loro volta imposero il segreto su ogni vicenda inerente la Stella del Sud per almeno 5 secoli. Pensavano; ‘In cinque secoli troveremo uno straccio di spiegazione’, ma intanto a distanza di sei mesi arrivò la notizia che il sistema Bakestan era condannato. A questo punto c’erano cose molto più urgenti da sbrigare,  l’evacuazione di 5 miliardi di persone e il trasferimento della capitale, per esempio. Così il comandate Amed fu dato in pasto all’opinione pubblica, come sempre assetata di colpe e la gente dimenticò la Stella del Sud, con la sua misteriosa scomparsa. La sua e quella di 1998 membri dell’equipaggio.

Chi non doveva dimenticare dimenticò quasi per magia. Chi avrebbe voluto dimenticare non dimenticò mai.

Posted by Attraverso at 22:22:56 | Permalink | Comments (1) »

Parole (4)

Era strano camminare sulla faccia di quel pianeta che stava morendo. I colori erano cambiati, per uno strano scherzo della natura, che alcuni chiamavano rifrazione differita, quello che prima si vedeva rosso adesso era giallo, poi azzurro, per un attimo nero e di colpo rosso per poi tornare giallo a seconda del bizzarro disegno del caso. E così per ogni colore. Senza gli occhiali speciali, inventati per evitare che la gente impazzisse, era impossibile restare alla luce del sole senza perdere completamente la cognizione di ciò che ci stava attorno.

Lo strano fenomeno era seguito dopo poco più di un anno dall’incidente della Stella del Sud. Ogni studio serio del fenomeno aveva dato lo stesso risultato: Fenomeno inspiegabile. Eppure avveniva, era come se qualche tecnico dei software olografici avesse inserito una variabile colore impazzita. Soltanto che era realtà, non finzione olografica.

‘Amed dove stiamo andando?’ rompendo la monotoia del silenzio chiese Madio ‘ è ormai un mese che camminiamo’.

‘Madio stiamo andando a casa’ rispose Amed

Posted by Attraverso at 22:19:43 | Permalink | Comments (3)