Il senso di tutto ciò

Un altro dei miei trucchi? Ebbene si, mi hai scoperto anche questa volta maledetto Carter, ebbene si sono Stanislao Moulinski in uno dei miei più riusciti travestimenti, il fanciullo impacciato con i brufoli alla ricerca di una maestrina… mi riesce sempre molto bene, ma tu mi hai scoperto allora mi toccherà fuggire lontano con la mia fuoriserie e preparare un altro e più diabolico travestimento. Forse quello che mi ha fregato è che i fanciulli impacciati non hanno braccia consolatorie, caso mai sono loro che si rifugiano nelle braccia consolatorie della mamma/maestra di turno… mumble mumble… devo usare un altro stratagemma, quello del chitarrista è pericolosissimo, in parte perché potrebbe ferirti e in parte perché non basterebbe la prestidigitazione; forse quello del cantante Jazz mezzo cotto dalla vita turbolenta e sregolata, ma una Voce non si camuffa; e se provassi ad usare la soave e profumata poesia di una “rosa rossa pegno d’amore”, del poeta maledetto che scrive il suo immenso dolore per un mondo che non lo capisce (e perché mai dovrebbe farlo), un’umanità corrotta, un violento acquazzone (si sa i poeti maledetti ce l’hanno proprio con tutto)… Gli occhiali, ho dimenticato gli occhiali… un paio di occhiali da intellettuale, la finta spettinata, la sigaretta che brucia le dita, le unghie pulite ma disordinate, un po’ di giallo sui denti ma non troppo (si sa chi legge e studia ha poco tempo per la cura dell’aspetto esteriore, ma questo è un trucco per sedurre)…
Suonano alla porta, chi sarà mai? Un pacco, oh che bello, mi hanno fatto un regalo… lo apro, non c’è mittente, un libro: copertina nera, nessun titolo. Inizio a sfogliarlo la prima pagina, un bordino bianco e tutto il resto della pagina nera. Vado avanti, la seconda pagina uguale alla prima… sono tutte così… ma che diavolo è? Guardo ancora nel pacco alla ricerca di un biglietto, una spiegazione, qualcosa per capire. Non c’è nulla, assolutamente nulla. Sfoglio tutte le pagine una a una e verso la fine del libro trovo una sola frase. Scritta bella in grande, “Non c’è certezza nel passato. Non c’è speranza nel futuro.“. Ma che cosa vorrà mai dire tutto ciò?
Un altro trucco inadeguato (eheheheheh).
Comunque il “…puzzavo più dei mercati generali e avevo la parannanza a pois, schizzata dal nero di seppia…” è estremamente seducente come idea, per quanto mi riguarda, molto più di qualsiasi richiamo esplicito, soprattutto perchè, male che vada, si mangiaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!
Cosa diavolo non avrò scritto oggi?