Sunday, August 21, 2005

I pensieri del giorno dopo (2)

Appunto 2
(Dove il nostro eroe scopre che il suo computer
si comporta in maniera strana 
e cominciano ad esserci indizi importanti)

Una volta c’era poesia nel fare le cose adesso c’è solo cottimo, siamo ormai diventati come quei muratori che aspettano i caporali la mattina presto per andare, in nero, a tirare su mattoni.  Tanti programmi tanti soldi e sempre in meno tempo, tanto che ormai non si inventa più nulla, ma si riusa e si riusa all’infinito sempre gli stessi codici scritti chissà quando e chissà da chi. Se per mettere su un mattone ci vogliono 10 secondi per metterne su cento ci voglio (100 x 10) mille secondi, per fare un programma ci vuole un ora e per farne 100 cento ore-uomo, ovvero cento uomini un’ora per fare tutto e dopo due ore è tutto da rifare perché si sono dimenticati che il lunedì dell’angelo (pasquetta) è festa (ed è tutto assolutamente vero).
Ma chissenefrega, e lo scrivo tutto attaccato perché si dice così, oramai è diventato noioso fare i programmi, perché tanto qualsiasi cosa fai è stata già fatta.
Una volta avevo fatto un programma che conversava. Era molto stupido il meccanismo di risposta e di scelta della frase di conversazione, ma dopo un po’ che lo si usava ogni tanto veniva data qualche risposta che pareva persino intelligente, comunque più intelligente di quasi tutte le conversazioni fatte in ascensore o alle fermate dei tram, quando se non si parla del tempo si parla di come era bello una volta ma una volta non era bello e lo sanno tutti.
Ebbene l’altro giorno ho provato ad riutilizzarlo e dopo un po’ che lo usavo… capperi le risposte diventavano sempre più sensate. Avevo scritto “Come ti chiami?” e lui  “Cosa conta un nome?”, lo so è semplicemente il testo di una vecchia canzone, ne ho inseriti dentro qualche migliaio, e l’algoritmo che avevo scritto usa qualsiasi testo io abbia inserito, anche le mie vecchie liste della spesa, e ‘udite udite’, persino l’elenco di tutte le parolacce che avevamo scritto io e Gino tanti anni fa, però questa volta le frasi che tirava fuori la macchina non sembravano più casuali, così come il programma che avevo scritto avrebbe dovuto fare, ma… “Un nome conta perché così posso chiamarti?”, proseguo con le canzoni, e lui, “Per gli amici solamente Penna a Sfera”, un’altra frase da una canzone d’accordo, ma sostanzialmente due frasi consecutive con un senso compiuto, incalzo aspettandomi la risposta che mi riporti alla realtà dello stupido pezzo di latta - “Io mi chiamo Marco” e per fare lo spiritoso aggiungo, “anche per i nemici” do l’invio passano circa cinque secondi, e mentre sto pensando “Hey questo è un pentium III a 800 megahertz (*) avrebbe dovuto metterci un tempo non calcolabile a rispondermi” il programma manda la sua risposta. “l’euro vale, in parità fissa, 1936.27 lire, 1.95583 Marchi…”(**). Penso “ah una risposta che non c’entra niente finalmente cominciavo a preoccuparmi. Però c’è dentro Marchi, apetta un attimo riproviamo”, digito, “Cosa intendi dire?”, “Ti stanno fregando Marco, rifletti” riposta. Cazzo questa non è una canzone, nemmeno una delle mie, nemmeno una di quelle cose che ho scritto e poi dimenticato in qualche directory.

(*) All’epoca in cui è stato scritto il tutto era il top adesso il nulla. Il problema è: che il mio attuale computer, e anche il vostro, che dovrebbe essere un paio di milioni di volte veloce in realtà arranca faticosamente e ciò dovrebbe darvi ulteriori spunti di riflessione. (n.d.a)
(**) Ciò  dovrebbe darvi delle indicazioni abbastanza precise su quando questo è stato scritto. (n.d.a)

Posted by Attraverso at 10:22:06 | Permalink | Comments (2)