I pensieri del giorno dopo (5)
Appunto 5
(Dove si discute di promesse e carnefici che legano vittime
ma chi sia la vittima e chi il carnefice non ci è dato sapere)
Come si fa a legare a se una persona per sempre. E’ facile, basta fargli credere qualcosa e poi dirgli cose del tipo “Mi penserai ogni volta che c’è la luna piena” e tu come un cretino lo farai. Ogni volta che c’è la luna piena penserai a lei e già che ci sei penserai a quello che sarebbe potuto essere se
se, il solito se. Ogni volta uguale, ogni volta la stessa cosa. La guardi, lei ti guarda, tu pensi e non sai cosa pensa lei. I suoi occhi e poi se
se, il solito se.
E resti legato ad una promessa, ad un pensiero, ad una nota. E ci resti legato per sempre e sai già come finirà. Quel giorno tu l’aspetterai e lei, come è ovvio, non arriverà e tu tornerai da chi c’è, e che è giusto che ci sia.
Ma non potrai piangere, perché non c’è motivo per farlo, e non potrai riderne, perché non ne sei capace. Potrai solo sognare e pensare che se quel giorno invece di pensare avessi fatto e se
se, il solito se. Un’isola che deve essere da qualche parte, non solo nei tuoi pensieri. Li, da toccare, da vivere, da sognare ma perché il sogno è pura realtà e non solita ed inutile fantasia. Perché si arriva ad un età in cui hai ancora tanto davanti ma troppo dietro e quello che hai dietro è dietro, cazzo, e nessuno , niente, potrà mai farti riavere il passato. Ovvio banale ma se
se, il solito se.
E lei è la fuori da qualche parte, e tu la pensi, la pensi perché così lei ha voluto, la pensi e vorresti non pensarla ma averla vicina, fuori da quella galera che ci siamo creati, fuori come quella volta che sei uscito per cercarla e sapevi che era meglio tornare a casa ed infatti lo hai fatto senza più trovarla, senza più vederla, senza più mangiare quella pizza, perché così lei ha voluto. Ma se
se, il solito se.
Ridi idiota, tanto tu sei forte e non ci resti mai male. Ridi coglione!