I pensieri del giorno dopo (6)
Appunto 6
(Dove il nostro (+) dialoga con se stesso (-) e il se stesso è molto critico con lui
ma lui, come al solito, non capisce)
- Perché non ne parliamo un po’?
+ Me non è che ci sia poi molto da dire, è iniziato tutto per caso, senza che lo volessi e
- E?
+ E così pare finita.
- In che senso.
+ Nel senso che è una cosa impossibile, che non può essere, vuoi per la differenza di età, vuoi per il fatto che sono già accompagnato, vuoi per il più semplice fatto che non so esattamente quello che voglio?
- E lei?
+ E lei se ne è resa conto un po’ troppo tardi, nonostante i miei avvertimenti ed ha fatto il danno.
- Cioè?
+ Mi ha fatto innamorare e poi, com’è giusto, mi ha relegato nel mondo dei sogni. Ed io l’ho fatto, consapevolmente, pensando di riuscire comunque a gestire la cosa ed ora ci sto male.
- Be cosa c’è di strano. Sapevi come sarebbe andata a finire.
+ Lo sapevo ma era bello buttarcisi a capofitto, ma non mi aspettavo che finisse così in fretta, sempre che sia finita veramente.
- Non credi?
+ No credo di no, è una cosa troppo forte perché sia finita. Mi fa male il fatto di essere finito in soffitta. Come l’orsacchiotto di Christopher Robins una volta che il bambino è diventato grande.
- Non è che sei solo geloso.
+ No sono invidioso, invidioso di chi può baciarla, invidioso di chi può parlarci liberamente, invidioso di chi la può accudire e vederla crescere, invidioso di chi può decidere, in parte, del suo futuro. Invidioso di chi può frequentarla regolarmente mentre io posso solo immaginarla.
- Allora il problema è solo fisico.
+ No mi manca anche tanto la sua presenza. E mi manca il poter parlare con lei liberamente, mostrandomi per quello che sono e non per quello che dovrei essere. Per un po’ ci siamo riusciti poi è successo qualcosa, magari un bacio che non doveva esserci, magari una frase di troppo
- Magari il fatto che non potevi soddisfare le sue esigenze
+ Sicuramente anche quello.
- E allora
+ Non lo so, andiamo avanti e vediamo cosa succede, facciamo l’orsacchiotto finché regge. Poi chissà magari, un giorno, quel giorno ci vedremo come ci siamo visti per pochissimi istanti. Veramente noi, veramente unici. Oppure nella prossima vita.
- Ma tu ci credi veramente.
+ No! Ma voglio crederci.
- E la canzone.
+ E’ tutta e solo per lei, ma non penso che la sentirà mai.
- Perché?
+ Perché una cosa è la speranza, un’altra la realtà.
- Riuscirai a dormire stanotte?
+ Penso di no.
- E il chiodo scaccia chiodo?
+ Potrebbe succedere, ma di solito quando mi innamoro lo faccio per un tempo abbastanza lungo.
- Allora ti resta solo quel giorno
+ Probabilmente si, ma non succederà nulla. Ne sono certo.
- Proprio sicuro.
+ No.
eh sì…
Già