I pensieri del giorno dopo (7)
Appunto 7
(Pensieri sparsi su quello che è stato e sarà considerando
che è solo una questione di fogli di carta e cassette della frutta)
Ogni momento è unico. Adesso sto bene. Abbastanza bene. Rassegnato, solo come è giusto che sia e in compagnia come sarà per sempre.
Passa?
E poi il momento è arrivato. Lasciati, un messaggino, due parole di commiato, non mi servi più, ne posso fare a meno, lasciami perdere, lasciami stare, che cazzo vuoi. Un susseguirsi di parole, di semplici e tragicomici eventi. E gli ho pure regalato un cd, come un papà che pensa con due lire di confermarsi l’affetto di una figlia che se ne sta andando. Sei il solito stupido, ed ora dovrai riconquistarti le tue cassette. Ci riuscirai o faranno la fine delle poesie a quella la?
Certo che sentirsi così è strano!
Buonanotte
.
Sogno numero 1) Lei che mi corre incontro e mi bacia
Realtà numero 1) Lei che arriva e abbassa gli occhi
Sogno numero 2) Lei che mi sussurra in un orecchio ti voglio bene
Realtà numero 2) Lei che mi dice: “Ci sentiamo”
Sogno numero 3) Lei a casa che mi pensa
Realtà numero 3) Lei a casa che dorme
Le scuse
L’unica cosa vera, la mia collezione di gufetti.
E se la condizione migliore fosse quella di essere perennemente innamorati di chi capita capita?
Sveglia va.
L’auto è ferma al semaforo lampeggiante. Sono le quattro e ventiquattro del mattino, alla mia destra un mare di cassette di legno di un mercato di frutta e verdura, è quasi ora di ricominciare. Alla mia sinistra fogli di carta che il vento sta spingendo verso il centro della strada, probabilmente volantini di una manifestazione di sindacati riuniti o una pubblicità di qualche corso per corrispondenza. Sul sedile alla mia destra “Guerra e pace” e una collana di finti denti di squalo. Mi accendo una sigaretta, l’ultima della giornata precedenta o la prima della giornata che inizia?
Scendo, prendo una cassetta, ”no questa no che è sporca prendo quest’altra”, e la metto nel bagagliaio, l’occhio mi va su un volantino svolazzante, lo fermo col piede, lo raccolgo, lo leggo: “Corsi regionali di informatica aperte le iscrizioni”, “Quasi quasi domani mi iscrivo”, penso.
Getto via la sigaretta. La brace forma un arco perfetto e finisce su un cumulo di sporcizia per spegnersi. Sono le quattro e trentadue. “Chissà se Nerone si sarebbe divertito a bruciare questa città?”