Saturday, August 27, 2005

Il Viaggio (1)

Che differenza c’è tra un racconto ed un romanzo, la lunghezza? Questo racconto,  nato inizialmente per la Gazzetta degli imbecilli, trae spunto dalle normali vicissitudini di un viaggiatore per trasformasi lungo la strada in un tentativo di thriller senza vittime. E’ un tentativo come tentativi sono tutti quelli che vediamo ogni giorno buttati sullo scaffale di qualche libreria, solo che io non ho sporcato montagne di carta. Sono un ecoscrittore ma non nel senso di Umberto Eco o Ecologico ma nel senso di suono che ritorna….

IL VIAGGIO (1^ Puntata)
Per tutti quelli che non si sono mai persi.

Il viaggio sarà lungo ma sono pronto ad affrontarlo, in borsa pochi ma comodi indumenti, un fischietto (che non si sa mai), un quaderno a righe ed uno a quadretti, una penna biro blu ed una rossa, un dizionario di italiano ed uno d’inglese, un cd di Cliff Eberhard e uno di Lucy Kaplanski, un paio forbici, un coltellino multiuso svizzero preso con i punti dell’esselunga, un pupazzetto porta fortuna ed uno porta sfiga. Poi la mia hitarra, non nella borsa scemi, in tasca qualche plettro, nella custodia una muta di corde (non si sa mai), un barrè, un quaderno di canzoni… non riesco mai a impararle a memoria, un autoadesivo di www.imbecilli.it, ne ho ancora un po’ da parte… merce sempre più rara, gli imbecilli stessi sono razza in via d’estinzione. Nel portafoglio la patente, la carta d’identità, la tessera di allenatore, quella di blockbuster, vale in tutto il mondo, sapete, potenza della globalizzazione. Una carta di credito, 100 Euro in contanti, un assegno, l’immaginetta di San Cristoforo, una moneta da 500 lire per il carrello della spesa al super (perché usare 2 euro?), una lettera mai spedita ed una mai ricevuta. Nel cervello una paio di speranze, e un po’ di rimpianti e due o tre rimorsi.
Un viaggio è sempre un’avventura, anche se si va poco lontano. E’ un’avventura perché si sa da dove ma non si sa verso dove, chi si incontrerà, chi feriremo, chi ci ferirà, chi faremo felici, chi farà felici noi… Un viaggio può atterrire di paura, può finire appena iniziato, può non finire mai fermi per l’eternità aspettando che arrivi un pullman in un tramonto rosso (ehehehhe).
Questo viaggio è una scelta di locomozione. Macchina, aereo, treno, moto, bicicletta, piedi, mani, pensieri, parole, opere e omissioni… una confessione in cui, ad ogni città, chiedere la strada a qualcuno, e ingrossare le fila di quelli da ricordare la sera quando si dicono le preghierine e a cui mandare gli auguri durante le feste comandate. I bambini queste cose le sanno fare bene e sanno anche che ogni volta che suona un campanello da qualche parte un altro bambino ha perso la cintura con le pistole, le manette e la bomba a mano piena d’acqua. Follie estive aggrappati a qualche liana nei pressi di un biancospino. Oh Valentino.
Partirò, partirò domani o forse dopodomani, dipende dal tempo, dall’umore, dal primo accordo che suonerò. Un maggiore si parte, un minore si resta, una settima si parte in macchina, una settima maggiore a piedi saltellando… uno strano che non capisco di quelli che paiono inventati dal diavolo e si va in prigione senza passare dal via e ci mancheranno 20.000 lire per pagare la sosta in Via Verdi e dovremo ipotecare Bastioni Gran Sasso e la Stazione Est, quella delle speranze. Mai ipotecare delle speranze, soprattutto di notte mentre siamo da soli nei giardinetti della nostra insanità.
Questo viaggio è una resa dei conti con il destino, quello infame che ha reso viscido lo scivolo su cui stavate cercando di salire e che ancora adesso da qualche parte porta il segno del vostro naso che sanguinava. Vecchie memorie che segnano il corpo ma soprattutto la mente insana che ci portiamo appresso. Idea e pensiero di note portate dalla genuina speranza che qualcuno si ricordi… di cosa… e perché… e dove…  ma quando. Nulla. Si. Da nessuna parte. MAI. Ma che cosa? BO!

Posted by Attraverso at 12:53:49 | Permalink | Comments (1) »