Postato su sergio.bloggerbash.com
Non frainterdemi Sergio, non sto minimizzando il resto e non lo voglio assolutamente fare. E’ osceno ed aberrante che un uomo uccida un altro uomo ma ciò avviene e quando ci si pone di fronte al perchè di un fatto di sangue si tende a trovare delle spiegazioni.
Be’ nell’olocausto queste spiegazioni sono introvabili, cioè non c’è nessun motivo se non quello di un’esplosione di odio atavico di cui Hiler (e ho parlato volontariamente di Hitler e non di Nazismo) si è fatto catalizzatore. Ma anche in quel momento sfugge il perché, il razionale è come se di punto in bianco ci fossimo trovati di fronte non più all’uomo contro uomo ma all’uomo contro la bestia. Cioè ad una lettura attenta lo scopo finale di Hitler non era quello di vincere la guerra e imporre il suo dominio ma sterminare gli ebrei, il suo unico scopo era sterminare gli ebrei arrivando a sacrificare tutto (tedeschi compresi) per questo unico scopo. Uccidere 6/8 milioni di persone in poco meno di due anni è un’impresa inimmaginabile, più di uno studioso è arrivato ad pensare che se Hitler non avesse usato un numero elevatissimo di risorse nello sterminio degli ebrei probabilmente avrebbe anche vinto la guerra o comunque il compito degli alleati sarebbe stato estremamente più arduo.
Ed è questa la peculiarità dell’olocausto che lo rende più mostruoso di quanto già non sia. Non era un mezzo per ma era il fine.
Cioè io ti ammazzo per fregarti i soldi o per rubarti la moglie o per prendermi la tua casa ed i tuoi averi o perchè mi hai pestato un piede contapposto ad un io ti ammazzo perchè sei ebreo e questo è il mio unico scopo e per ucciderti sacrifico ogni altra cosa.<br>
Be permettimi il primo succede da quando l’umanità esiste, il secondo si è visto solo nell’olocausto, fino ad ora e ho tanta paura di quello che sta succedendo adesso nel mondo.
Dici che non è più grave il secondo del primo? Rifletti il primo è la natura, per quanto aberrante, dell’uomo animale, il secondo è il male fine a se stesso, il male per il male, il male con l’orchestra da camera che suonava mentre si andava verso la camera a gas, il male, come diceva Primo Levi, dove… “non c’è perché?”.