Il Viaggio (6)
Il Viaggio (6^ puntata)
Epilogo e… perché?
Perché si uccide un essere umano e se ne risparmia un altro? Perché organizziamo con meticolosa perseveranza il nostro delitto perfetto e poi all’ultimo minuto cambiamo idea e risparmiamo i capelli biondi e improvvisiamo una nuova strategia su dei capelli neri? Che cosa non ci convince in quel biondo? Che cosa ci attrae in quel nero? Domande a cui non si può rispondere, a cui è inutile rispondere tanto abbiamo già fatto tutto e se, per caso, ricominciassimo tutto da capo rifaremmo tutto diverso, un insolita beffa.
Il nostro viaggio a volte arriva a compimento ma è solo l’inizio di un viaggio ben più lungo, strano, assurdo probabilmente inutile. Il coltello sempre nella nostra tasca, la chitarra nella sua custodia, la valigia aperta e richiusa un innumerevole numero di volte, il nostro è un delitto perfetto, perfetto perché non c’è vittima, non c’è reato da perseguire, è l’organizzazione di un delitto nei minimi particolari in cui ogni volta arriviamo ad un passo dalla vittima, stringiamo il coltello pronti a tagliare quella gola e poi… cambiamo obiettivo, senza una ragione, senza un motivo apparente. Non c’è morale, non c’è rimorso, non c’è pentimento, c’è solo un cambio di piano dell’ultimo momento, non ci attirano più i capelli biondi, adesso inseguiamo quei capelli neri. Non c’è vittima, non c’è nessun reato… c’è l’organizzazione del delitto perfetto. Non ti ho tagliato la gola!
Ma gli occhi che abbiamo guardato ogni volta ci restano dentro per sempre. Lei non sapeva nulla e noi avevamo organizzato tutto per ucciderla in una sera d’estate, durante un acquazzone o sotto un cielo limpido di una mattina assolata, mentre correva per ripararsi o passeggiava tranquilla nel silenzio dei propri pensieri con uno sguardo appena a quell’uomo con una mano in tasca, una borsa a tracollo e una custodia di chitarra che le veniva incontro. Una chitarra in mano da sicurezza a chi ci guarda, uno che suona ha altro a cui pensare, uno che suona non può essere un assassino, uno che suona… può essere un grosso pezzo di merda e si avvicina per tagliarvi la gola. Ma voi non lo saprete mai mentre noi, oramai, viaggiamo verso dei capelli neri, la chitarra sempre nella sua custodia e il coltellino multiuso svizzero nella tasca. Se vi dicono che con un coltellino multiuso svizzero non si può uccidere non credeteci, mai!
Camminare è parte di un viaggio, guardarci attorno per individuare case, portoni, vie di fuga, possibili intoppi fa parte del disegno di un delitto. Ogni strada porta a mille altre strade e non si può prevedere tutto e allora si deve semplificare il più possibile e se c’è una chiesa semplifichiamo anche la nostra coscienza.